La modifica unilaterale del contratto si verifica quando una delle parti cambia le condizioni contrattuali senza il consenso dell'altra. Per i contratti con i consumatori, la legge italiana prevede limiti molto stringenti a questa possibilità: l'art. 33, comma 2, lettera o) del Codice del Consumo considera vessatoria qualsiasi clausola che consenta al professionista di modificare unilateralmente le condizioni del contratto senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso. Anche quando il giustificato motivo esiste, il consumatore deve essere informato con un preavviso ragionevole e deve avere la possibilità di recedere dal contratto.
Netflix ha modificato unilateralmente il prezzo degli abbonamenti italiani 4 volte tra il 2017 e il 2024, con aumenti cumulativi fino al 58% rispetto al prezzo di lancio per il piano Premium. Il Tribunale di Roma ha stabilito che queste modifiche violavano il Codice del Consumo perché le clausole contrattuali non indicavano alcun giustificato motivo per gli aumenti. Netflix si limitava a notificare gli aumenti con 30 giorni di preavviso, offrendo come unica alternativa la cancellazione dell'abbonamento.
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